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Turismo: aggiornamento del vademecum sui rimborsi di viaggi e biglietti.

Gli operatori possono emettere i voucher per le partenze previste fino al 30 settembre 2020.

Con la conversione in legge del decreto Cura Italia è stato approvato un maxiemendamento che integra quanto previsto dai decreti pubblicati nelle scorse settimane in materia di rimborsabilità di titoli di viaggio, soggiorni e pacchetti turistici non utilizzabili a causa dell’attuale situazione di emergenza. Alla luce delle nuove disposizioni, riteniamo opportuno pubblicare un aggiornamento delle indicazioni utili per chi abbia prenotato viaggi e vacanze in questo periodo.

A causa della condizione di emergenza in cui versa il Paese e del divieto di spostamento, coloro i quali abbiano acquistato biglietti per il trasporto aereo, ferroviario e marittimo e pacchetti turistici devono inviare una comunicazione al tour operator, all’agenzia di viaggi o al vettore per concordare una soluzione alternativa in ragione della sopravvenuta impossibilità di utilizzo del prodotto stesso. La comunicazione deve essere trasmessa con raccomandata a/r o tramite PEC ad altro indirizzo PEC, allegando la relativa documentazione.

L’operatore può stabilire quale alternativa offrire al cliente tra: 

  • un voucher di importo pari al rimborso spettante da utilizzare entro 1 anno dalla data di emissione;
  • la restituzione della somma versata;
  • un pacchetto turistico di valore pari o superiore rispetto a quello acquistato

E’ opportuno precisare che nel caso in cui un utente cancelli la prenotazione alberghiera il rimborso può avvenire in denaro o tramite voucher, mentre qualora sia la struttura a comunicare l’annullamento è possibile per l’operatore anche offrire un soggiorno sostitutivo.

Le medesime condizioni vigono per viaggi ed iniziative d’istruzione, ad oggi bloccati, e anche in questo caso il rimborso può essere effettuato anche tramite l’emissione di un voucher, tuttavia il testo ha chiarito che il voucher non può essere offerto per le classi terminali delle scuole medie inferiori, superiori e per le scuole d’infanzia.

Devono infine essere rimborsati tramite voucher i biglietti di ingresso a concerti, manifestazioni culturali e altri eventi che siano stati cancellati.

Ricordiamo che la normativa include viaggi e soggiorni con partenza prevista prima della scadenza delle misure restrittive, quindi entro il 17 maggio 2020. Per le partenze previste in date successive al momento l’utente è soggetto, in base al contratto o alle condizioni del titolo di viaggio acquistato, alla eventuale applicazione di penali in caso di rinuncia. Inoltre è importante evidenziare che per i viaggi programmati dopo il 17 maggio l’emendamento ha esteso la possibilità di rimborso tramite voucher anche a biglietti, pacchetti e soggiorni con partenza prevista fino al 30 settembre 2020 cancellati non su iniziativa dell’utente ma per decisione dell’operatore.

info@federconsumatoribologna.it – 051/255810

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Vademecum sui viaggi annullati per Covid-19

La diffusione del coronavirus in Italia e in molti altri Paesi, oltre a costituire una grave emergenza di salute pubblica, si ripercuote in molti altri settori, in primis su quello turistico.
Le misure straordinarie appena approvate dal Governo prevedono interventi di sostegno al comparto turistico nonché tutele specifiche per chi abbia acquistato biglietti per il trasporto aereo, ferroviario e marittimo nonché pacchetti turistici. I provvedimenti introdotti prevedono in particolare che coloro i quali:

• siano sottoposti a “quarantena”;
• siano residenti o domiciliati nelle aree interessate dal contagio da Covid-19;
• abbiano programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio;
• abbiano programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura che sono stati annullati;
• abbiano programmato soggiorni o viaggi in uno Stato estero che impedisce o vieta lo sbarco, l’approdo o l’arrivo

possano recedere dal contratto e concordare con il tour operator, con l’agenzia di viaggi o con il vettore una soluzione alternativa. L’intermediario (o la compagnia aerea) è tenuto ad offrire al cliente una proposta a propria scelta tra:

• un pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore;
• il rimborso;
• un voucher di importo pari al rimborso spettante da utilizzare entro 1 anno dalla sua emissione.

Gli utenti, quindi, possono avvalersi del diritto di recesso dai contratti di pacchetto turistico comunicando al vettore e/o al tour operator e/o all’agenzia di viaggi che rientrano in una delle casistiche sopra esposte, allegando il titolo di viaggio e la documentazione che attesta la programmata partecipazione agli eventi cancellati, chiedendone il rimborso.
La richiesta deve essere inoltrata:
• entro 30gg dalla cessazione delle situazioni di isolamento
o
• dall’annullamento degli eventi
o
• dalla data della prevista partenza.

I viaggiatori possono mettersi in contatto con agenzie di viaggio e tour operator per concordare una delle soluzioni previste dalla normativa, in modo da usufruire appieno del diritto al riconoscimento di un giusto e fruibile indennizzo.
Sollecitiamo i viaggiatori a prestare particolare attenzione ad eventuali richieste di sottoscrizione di impegni, atti o liberatorie che il tour operator o l’agenzia sottoponesse loro in sede di rimborso.
Le medesime condizioni vigono per viaggi ed iniziative d’istruzione, ad oggi bloccati: gli utenti possono esercitare il diritto di recesso prima dell’inizio del pacchetto di viaggio. Anche in questo caso il rimborso può essere effettuato anche tramite l’emissione di un voucher di importo equivalente e da utilizzarsi entro un anno dalla data di emissione.
La normativa è praticamente in vigore dl 23 febbraio 2020 e fino al 2 maggio 2020, salvo reiterazioni o trasformazioni da vedersi successivamente.

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Multa a Trenitalia di 5 milioni

A seguito di un esposto di Federconsumatori, l’AGCM (Antitrust) ha sanzionato Trenitalia S.p.a. per una pratica commerciale scorretta inerente il sistema telematico di ricerca e acquisto dei titoli di viaggio accessibile alla clientela: sul sito aziendale, tramite le emettitrici self-service di stazione e la App Trenitalia per smartphone e tablet.
A seguito di un complesso procedimento, l’Autorità ha, infatti, accertato che l’insieme di soluzioni di viaggio proposte a seguito di una ricerca su tali strumenti informatici omette numerose soluzioni con treni regionali (generalmente più economiche), pur trattandosi di alternative sostituibili a quelle invece mostrate, alterando in questo modo la scelta del consumatore.
In particolare, la soluzione di viaggio che prevede un cambio e l’utilizzo di treni regionali non è mai inclusa nei risultati di ricerca e non è altrimenti rintracciabile (se non attraverso la specifica ricerca con l’opzione “Regionali” sul sito internet), laddove la partenza sia in prossimità di una soluzione che utilizza Frecce e Intercity (l’unica invece sempre mostrata) anche se di poco più veloce.
Trenitalia non ha in alcun modo informato i consumatori in merito a tale importante limitazione, ma ha anzi utilizzato, sul sito aziendale, la denominazione ingannevole “tutti i treni”.
L’Autorità ha ritenuto tale pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del Consumo e ha
irrogato a Trenitalia S.p.a. una sanzione di 5 milioni di euro, pari al massimo consentito. In
considerazione dei rilevanti effetti della pratica sui consumatori l’Autorità ha, altresì, imposto al professionista, ai sensi dell’art. 27, comma 8, del Codice del Consumo, l’obbligo di pubblicare una dichiarazione di rettifica informativa sul proprio sito internet, sull’App e sulle emettitrici self service presenti in stazione.

 

E.A.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Roaming libero: attenzione alle trappole!

Sono molti i cittadini che si preparano, in questi giorni, ad andare in vacanza.

A chi è già partito, o è in procinto di farlo consigliamo di non abbassare la guardia sul fronte delle tariffe di telefonia mobile, in particolare per quanto riguarda il traffico dati.

Sono molti i cittadini che ci segnalano, infatti, vere e proprie trappole svuota-credito.

Prima dell’addio al roaming vi era estrema attenzione, una volta usciti dall’Italia, nel verificare che il blocco del traffico dati fosse operativo, ora i cittadini, invece, sono portati a pensare che il traffico sia libero e sono perciò esposti alle insidie delle compagnie.

In nave.

Non tutti sanno, ad esempio, che in alto mare, su alcuni traghetti e navi da crociera, scattano i collegamenti satellitari, estremamente costosi (una telefonata può costare anche 3 Euro al minuto!).

Basta un nonnulla, in questo modo, per ritrovarsi con il credito azzerato: gli smartphone, infatti, continuano a scaricare dati ed aggiornamenti, consumando traffico dati, anche quando apparentemente sono inattivi.

Le compagnie, in questo caso, sono tenute ad informare via sms per tempo i propri clienti delle tariffe applicate per telefonate e traffico internet: se gli utenti non ricevono alcuna comunicazione dalla compagnia possono chiedere il rimborso di quanto viene loro addebitato.

È bene ricordare, in ogni caso, che se gli importi scalati per l’uso di Internet superano l’importo di 50 euro deve scattare il blocco della rete. Se tale blocco non scattasse automaticamente, l’utente può chiedere il rimborso della differenza.

Per chi deve viaggiare in nave, quindi, è bene ricordarsi di disattivare il traffico dati e di telefonare con moderazione, in alternativa è possibile sottoscrivere con la propria compagnia offerte e pacchetti più economici dedicati appositamente a chi viaggia su navi e traghetti.

 

Attraversare paesi extra-UE.

Per andare in vacanza, a molti capita di attraversare Paesi che non appartengono all’UE quali, ad esempio, Svizzera, San Marino, Montenegro e Albania.

Non facendo parte della Unione, l’abolizione del roaming in questi paesi non è in vigore. Va quindi tenuto a mente per evitare brutte sorprese ancora prima di arrivare a destinazione! Anche in questo caso le compagnie sono tenute ad informare i propri clienti dei costi applicati, non appena varcati i confini. Se questo non dovesse avvenire è possibile effettuare un reclamo.

 

A tutti i cittadini incappati in questi extra-costi consigliamo di rivolgersi ai nostri sportelli presenti sull’intero territorio nazionale, per valutare la correttezza degli addebiti e per effettuare la richiesta di rimborso, qualora non vi fosse stata una corretta e tempestiva comunicazione.

A Bologna, siamo aperti in agosto i giorni 8-9 e 22-23 dalle 9 alle 12 e dal 28 con orario regolare. Gli appuntamenti riprenderanno a settembre.

 

E.A.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Viaggi e rischio terrorismo: che fare

A seguito dei recenti attentati, molte persone hanno deciso di rinviare o annullare viaggi e voli già prenotati per le destinazioni più a rischio, in particolare Parigi, Bruxelles e Sharm-el-Sheik.

Sul sito della Farnesina Viaggiare Sicuri, al momento in cui scriviamo, non ci sono per Parigi o Bruxelles dei veri e propri “sconsigli”, ma si riportano le raccomandazioni delle autorità locali. Per questo motivo, non è possibile applicare le norme sull’impossibilità sopravvenuta della prestazione e molti Tour Operator non accettano di rimborsare i viaggi organizzati e pagati. Al contrario, alcune compagnie aeree si sono dimostrate più disponibili a spostare le prenotazioni.
È fuor di dubbio, secondo il nostro parere, che nonostante l’assenza di sconsiglio  le attuali condizioni di città come Bruxelles non permettano un soggiorno così come lo si era prenotato, a causa dei musei chiusi, della metropolitana bloccata e degli eventi cancellati. Pertanto, consigliamo a chi volesse annullare un viaggio organizzato e non riesce ad accordarsi con il Tour Operator per una data alternativa, di inviare comunque la richiesta di rimborso e in caso di diniego di contattarci per analizzare il caso concreto.

Anche per quanto riguarda Sharm-el-Sheik valgono le stesse considerazioni, soprattutto se nel pacchetto viaggi sono previste delle gite nel deserto o nei siti archeologici.

 

 

 

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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Egitto: una buona notizia l'intervento dell'Antitrust

Con un  comunicato stampa l’Antitrust ha annunciato di aver concluso la sua istruttoria sul comportamento dei tour operator durante gli scontri in Egitto dell’agosto 2013.
Numerosi consumatori, infatti, a seguito dell’invito da parte del Ministero degli Esteri a non recarsi in quel paese, avevano rinunciato alla vacanza, ma i tour operator avevano trattenuto l’intera somma pagata, o in altri casi una parte del prezzo a titolo di “quota di iscrizione”. Peccato che la legge imponga all’organizzatore, in caso di rinuncia al viaggio per cause di forza maggiore, di rimborsare per intero il corrispettivo incassato.

A seguito dell’esposto presentato da Federconsumatori e da altre associazioni, l’Antitrust ha condannato Eden, Phone&Go, Marevero, I Viaggi di Atlantide, I Viaggi del Turchese e Brixia Tour Operator al pagamento di una sanzione per pratiche commerciali scorrette: come si legge nel comunicato stampa, “l’Antitrust ha giudicato una pratica commerciale aggressiva la condotta tenuta dagli operatori che, a seguito dell’annullamento dei viaggi in Egitto, avevano trattenuto parte delle somme versate dai turisti; nonché una pratica commerciale scorretta la mancata informativa – nei siti Internet dei tour operator – sullo stato socio-politico di quel Paese, la cui conoscenza è stata considerata essenziale ai fini di una decisione consapevole e avveduta dei consumatori“.

Invece i tour operator Alpitour, Veratour, Swantour, Going/Bluvacanze, Settemari e Amico Tour Resort Travel si sono impegnati “a restituire ai clienti le somme trattenute a seguito dell’annullamento dei viaggi in Egitto; a informare in futuro, tramite il proprio sito internet, di eventuali controindicazioni per le destinazioni oggetto dei  pacchetti turistici pubblicizzati; e infine, a inserire sul sito e nei cataloghi cartacei la previsione del rimborso integrale del prezzo, versato per il pacchetto turistico, in caso di annullamento del viaggio per causa non imputabile al consumatore”.

La Federconsumatori Bologna,  per mezzo dell’Avv. Paola Pizzi, ha avviato una causa-pilota nei confronti di Going che sta per giungere a conclusione ed è disponibile a tutelare i consumatori che non otterranno l’integrale restituzione del prezzo della vacanza.

 

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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Egitto: attivato uno sportello di consulenza Federconsumatori

Ci sono arrivate numerose segnalazioni di comportamenti scorretti delle agenzie viaggi e dei tour operator, che rifiutano di rimborsare integralmente il prezzo dei pacchetti viaggio prenotati per l’Egitto e successivamente annullati dopo la comunicazione della Farnesina.

A questo proposito, Federconsumatori Bologna ha attivato uno sportello di consulenza ad hoc, nelle giornate di lunedì 2 e 9 settembre, nel quale un nostro legale esaminerà le singole posizioni e, nel caso, predisporrà la tutela individuale.

Per accedere allo sportello è necessario chiamarci al n.051/6087120 e fissare appuntamento

 

 

 

 

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo sviluppo economico

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Al via il concordato preventivo Wind Jet

Pubblichiamo il Comunicato stampa della sede nazionale di Federconsumatori sulla vicenda Wind Jet, la compagnia aerea che ha lasciato a terra numerosi passeggeri la scorsa estate:

Il Tribunale fallimentare di Catania ha dato il via libera alla procedura di concordato preventivo con Wind jet.
Un provvedimento che, da un lato, scongiura il fallimento della compagnia, ma, dall’altro, lascia a bocca asciutta i 300.000 passeggeri rimasti a terra l’estate scorsa a causa delle gravi inadempienze della compagnia.
Pur depositando numerose riserve, il Tribunale non è potuto entrare nel merito della valutazione di fattibilità del piano con cui l’azienda dovrà risarcire i suoi creditori, tra i quali rientrano anche lavoratori e passeggeri.
Secondo i piani, i risarcimenti saranno così distribuiti:
– ai dipendenti verrà restituito il 47,8% del credito vantato;
– i crediti privilegiati per IVA e ritenuta fiscale saranno risarciti integralmente;
– gli altri crediti vantati, compresi quindi quelli dei passeggeri, saranno pagati nella percentuale del 5% (inizialmente la proposta avanzata dalla società era di appena l’1%).
Una vergognosa elemosina per i passeggeri che, a fronte di biglietti dal costo medio dai 150 ai 300 Euro, riceveranno un risarcimento di appena 7,50 – 15 Euro.
“Se fosse stato stanziato, come chiediamo instancabilmente da anni, il fondo di garanzia anche per i vettori aerei (quello esistente è limitato ai pacchetti turistici), i passeggeri avrebbero ottenuto il pieno rimborso di quanto speso.” – dichiara Mauro Zanini, Vice Presidente Federconsumatori.
Per questo chiediamo al Governo di agire con urgenza in tal senso, per avviare una reale e piena tutela dei consumatori in caso di fallimento o insolvenza delle compagnie aeree.
Sarà cura della Federconsumatori tenere informati tutti i passeggeri coinvolti sugli sviluppi della vicenda e sulle eventuali procedure da intraprendere.

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo sviluppo economico

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