Trasporti locali: nota Federconsumatori ER sugli affidamenti del servizio

Federconsumatori Emilia-Romagna ha richiesto e apprezzato il non-rinnovo da parte della Regione Emilia-Romagna del contratto di servizio del trasporto ferroviario regionale affidato al consorzio CTI (Trenitalia-FER), che si è dimostrato inadeguato a garantire i servizi previsti a contratto. Una inadeguatezza che ha disatteso le richieste degli utenti che avevano denunciato in questi anni il mancato rispetto dei parametri di qualità più significativi. Il sistema delle penali applicate “a sanatoria” del mancato rispetto di questi parametri ha dimostrato tutta la propria inadeguatezza.

Per il nuovo servizio ferroviario regionale, Federconsumatori ha richiesto una netta discontinuità con il passato, recuperando attraverso un nuovo contratto di servizio una maggior tutela dei diritti dell’utenza e l’esigibilità di adeguati parametri di qualità. Utile al raggiungimento dello scopo anche il nuovo Regolamento CE 1370/07 che indica i nuovi parametri di riferimento in ambito europeo.

Sull’adeguamento a questi parametri la Regione Emilia-Romagna (RER) annuncia modifiche e integrazioni legislative, non sempre pienamente condivisibili. Federconsumatori formula le seguenti osservazioni e alcune richieste di modifica:

AGGIUDICAZIONE DELLA GARA – La proposta di legge della Regione prevede l’aggiudicazione del servizio attraverso un bando di gara europeo e secondo “l’offerta economicamente più vantaggiosa”. Un criterio a forte tasso di rischiosità che deve essere supportato da solide e rigide garanzie. A parere di Federconsumatori per partecipare alla selezione deve costituire discriminante la dotazione patrimoniale, di impianti, di materiale rotabile, di personale.

DURATA DEL CONTRATTO – La Regione introduce per i contratti di servizio la durata di 10 anni per la “gomma” e 15 anni per il “ferro”, prolungati eventualmente della metà. In realtà il Regolamento CE non impone la durata dei contratti, ma si limita a indicare un limite massimo comune per gli stati membri. Federconsumatori ritiene un errore fissare per legge la (lunga) durata del contratto, una forzatura che vincola la Regione ai destini dell’assegnatario del servizio.

INVESTIMENTI E TARIFFE – La Regione spiega una durata ultraventennale dei contratti del “ferro” con la necessità di vincolare il vincitore della gara con un investimento di 500 milioni di euro per l’acquisto di nuovi treni. Risulta difficile credere che un’impresa ferroviaria possa “investire” queste imponenti risorse laddove Trenitalia/FS e FER dichiarano l’impossibilità di garantire gli attuali livelli di servizio con le risorse oggi disponibili tramite trasferimenti e tariffe. Risulta quindi necessario prevedere un maggiore impegno economico della stessa Regione, aggiuntivo alla riduzione dei trasferimenti dallo Stato. Federconsumatori ritiene l’attuale livello tariffario poco concorrenziale all’abbandono del mezzo privato e chiede alla Regione di prevedere nel contratto di servizio adeguamenti tariffari solo in riscontro a miglioramenti degli standard di servizio.

RAPPRESENTANZA DEGLI UTENTI – La modifica all’art.17 della legge 30/98 a garanzia della funzionalità e rappresentatività dei comitati utenti ferroviari (CRUFER) riduce le funzioni del Comitato alla sola fase consultiva, ancor più limitata rispetto al regolamento dello stesso CRUFER e dell’attuale articolo che per i comitati prevede anche funzioni di proposta e verifica. Conoscendo anche la difficoltà di “sopravvivenza” di questi comitati, Federconsumatori auspica l’unificazione della normativa per i diversi settori, con funzioni ampliate e un maggiore coinvolgimento per garantire la partecipazione dei cittadini-utenti.

CARTA DEI SERVIZI – L’attuale art.17 prevede quale promozione della qualità dei servizi e dei diritti degli utenti la stipula della Carta dei Servizi entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge 30/98. La legge 244/07 prevede l’emanazione della Carta in sede di stipula del contratto di servizio a seguito di intese con le rappresentanze di utenti e imprese. Federconsumatori ritiene più idonea questa seconda indicazione della legge nazionale, che deve necessariamente prevedere una verifica annuale dei parametri previsti.

SANZIONI AGLI UTENTI – Spesso le sanzioni costituiscono la risposta sbagliata ad una cattiva organizzazione del servizio e al mancato adeguamento tecnologico delle imprese. Fatto salvo il principio del regolare acquisto del “titolo di viaggio”, questi stessi utenti devono essere messi in condizione di acquistare e validare i biglietti con estrema facilità e senza perdita di tempo. Una condizione che troppo spesso non viene attuata dai gestori, nonostante gli ultimi aumenti tariffari avessero anche questo scopo. Federconsumatori chiede che l’aumento delle sanzioni decorra con l’adeguamento tecnologico del servizio.

AUTORITA’ DI SETTORE – Le proposte di modifica confermano per la Regione il molteplice ruolo di ente regolatore, committente e gestore del servizio (attraverso una propria società). In assenza di un’autorità nazionale, Federconsumatori ritiene necessario prevedere a livello regionale un’autorità garante e indipendente a maggior garanzia della concorrenza, della trasparenza delle decisioni e degli interessi degli utenti.

Questa proposta di legge deve costituire l’anello funzionale a conferma della scelta politica e programmatica della Regione Emilia-Romagna a favore del trasporto pubblico e della priorità del trasporto ferroviario. Federconsumatori sottolinea il momento di particolare sofferenza per l’intero trasporto pubblico, da mesi sotto attacco per il progressivo taglio di risorse dal governo centrale. Gli utenti del trasporto pubblico pur aumentando come numero assoluto, vedono confermarne la marginalità all’interno della mobilità complessiva. E’ interesse di tutti i cittadini e delle istituzioni contribuire ad un trasporto pubblico efficiente e sostenibile dal punto di vista ambientale e sbagliato farne gravare l’intero peso solo su quella parte dei cittadini che lo utilizza.

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